L’evento più cool del Fuorisalone, organizzato da Lombardini22, celebra la connessione tra arte, progetto e iniziativa, con un incredibile successo di pubblico. La mostra continua fino al 31 maggio 2013.

Colmare il gap che c’è tra noi e il nostro obiettivo, prendere l’iniziativa con grande senso di responsabilità e la capacità di assumere i rischi che il ‘fare’ genera. Questo lo spirito che aleggiava tra gli oltre 700 ospiti intervenuti all’evento Bridge The Gap ideato dalla società di progettazione architettonica Lombardini22 e dalla consociata DEGW Italia in occasione della 52a edizione del Salone Internazionale del Mobile.

Un evento poliedrico, che inaugura un progetto ambizioso, quello di instillare in ognuno di noi il desiderio contagioso di fare qualcosa, ognuno nel proprio campo, per colmare le lacune che ancora vediamo. Un esperimento riuscito, che ha riunito che ha riunito clienti e personalità del mondo immobiliare  accomunati dalla voglia di condividere, di gettare insieme le fondamenta del “ponte” che dovrà portarci verso una nuova dimensione urbana.

Il progetto Bridge The Gap è a cura di Lombardini22 – società di architettura e ingegneria di novanta persone, rivolta ai mercati del terziario, del retail e dell’ospitalità – già promotrice di altri appuntamenti legati al mondo della cultura e dell’arte contemporanee, come i progetti espositivi Retired Weapons (2007); Fantasmi Urbani (2010); 150italiae (2011)e Marebianco: il Mediterraneo visto da Sud (2012). A fianco di Lombardini22, la consociata DEGW Italia, leader nella consulenza strategica sugli spazi ufficio, e vedetta ultrasensibile nella capacità di cogliere i cambiamenti in atto nel worklife style.

Ad accogliere gli ospiti la collettiva Bridge the Gap – a cura di Jacopo Perfetti – che prefigura il progetto dei due nuovi Ponti ideati da Lombardini22 per il Naviglio Grande, in vista di Expo2015, enfatizzato dalle opere di alcuni artisti emergenti internazionali – tra cui il francese Julien Breton, il polacco Cyryl Zakrzewski, il poeta ivan e lo street artist Pao, che si sono cimentati nella interpretazione del concetto di ‘ponte’. Una mostra che rimarrà aperta al pubblico fino al 31 maggio 2013, e che è servita ad inaugurare il nuovo spazio Lombardini22 creato per ‘dialogare’ con il territorio. Una sala/reception – inondata di luce da due grandi vetrine affacciate a via Lombardini – temporaneamente allestita come ‘galleria d’arte’, che fungerà in seguito da punto di incontro, ma anche da luogo di lavoro informale e di pausa creativa, per testimoniare il desiderio di trasparenza e apertura di Lombardini22.

Uno spazio aperto anche alla presenza surreale delle rane in plastica colorata, ideate dal Gruppo Cracking Art di Milano, che hanno guidato i visitatori della festa verso gli spazi interni.

 

All’interno un clima effervescente e internazionale, tanta musica e voglia di comunicare, ed un set predisposto per mini interviste sul tema della serata. “Da tempo cercavo di spiegare quale fosse il mio reale lavoro e adesso l’ho capito: I’m bridging gaps!”, racconta con entusiasmo Francesco Cesario, esperto di internazionalizzazione, che da anni aiuta le aziende italiane a creare presidi permanenti nei paesi emergenti. E se si tratta di immaginare un ponte tra due mondi distanti Gerry Boschi, General Manager Developments di SonaeSierra, non ha dubbi: “colmare il gap tra il mondo del Real Estate e quello finanziario”. Secondo Henry Moeremans D’EmausInternational Development Consultant e grande ‘saggio’ del settore, “il vero gap da superare è il pessimismo dilagante e la sua natura contagiosa. Un mood che va contrastato con forza ‘espansiva’ verso i paesi che stanno meglio di noi e possono traghettarci verso il benessere”. Ma il complimento più gratificante arriva da Marzia Morena, docente presso il Politecnico di Milano: “Credo che Lombardini22 sia un buon esempio, nel mondo del Real Estate, per capire cosa significhi superare gap culturali. Mentre molte realtà del settore alzano barriere, l’impegno culturale di Lombardini22 è rivolto a creare ponti con altri mondi e culture: una strategia che funziona!”.

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